REVISIONE PREZZI: dal 2026 adeguamento automatico dei prezzi

Adeguamento automatico dei prezzi per la revisione

Dal 2026 adeguamento automatico dei prezzi. La Legge di Bilancio 2026 segna un passaggio decisivo nella gestione del caro materiali che negli ultimi anni ha messo in forte difficoltà il settore dei lavori pubblici. Con uno stanziamento complessivo superiore al miliardo di euro, il Governo interviene per chiudere una partita rimasta aperta troppo a lungo: quella dei cantieri avviati prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici del 2023 e ancora esposti agli effetti dell’aumento dei costi.
L’obiettivo principale delle nuove misure è dare certezza a imprese e stazioni appaltanti, superando un quadro frammentato fatto di ristori straordinari, deroghe temporanee e contenziosi. In questo contesto si inserisce la revisione automatica dei prezzi, introdotta dall’articolo 99-ter della manovra, che interesserà oltre 14 mila cantieri le cui offerte sono state presentate entro il 30 giugno 2023. Si tratta di una svolta significativa: l’adeguamento dei corrispettivi avverrà automaticamente, anche in deroga alle clausole contrattuali originarie o agli indici inflattivi previsti, applicando i prezzari regionali aggiornati direttamente agli stati di avanzamento dei lavori.
Il meccanismo prevede due livelli di compensazione: il 90% dell’incremento dei costi per i contratti banditi entro il 31 dicembre 2021 e l’80% per quelli con offerte presentate tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023. Le risorse necessarie non arriveranno da nuovi fondi straordinari, ma dovranno essere reperite all’interno dei quadri economici dei singoli interventi o attraverso la riprogrammazione delle risorse degli enti, anche a costo di rinviare nuove opere.
Accanto alla revisione automatica, la Legge di Bilancio introduce un’altra novità strategica: il prezzario nazionale dei lavori pubblici. Pur non avendo carattere vincolante e senza sostituire i prezzari regionali, esso rappresenterà un riferimento tecnico comune, utile a misurare e giustificare le differenze territoriali nei costi delle opere. Regioni e stazioni appaltanti saranno chiamate a motivare in modo puntuale eventuali scostamenti.
A supporto di questo sistema nasce presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un Osservatorio sperimentale sui prezzari, con funzioni di monitoraggio, analisi dei dati di mercato e verifica della congruità dei costi, soprattutto per i grandi interventi sopra i 100 milioni di euro. Un passo che punta a rafforzare trasparenza, uniformità e sostenibilità della spesa pubblica, ridando stabilità a un settore cruciale per lo sviluppo del Paese.

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