LE NEWS PER I PROFESSIONISTI: i Concorsi di progettazione e la semplificazione degli elaborati

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regolamento unico per Architetti e Ingegneri

LE NEWS PER I PROFESSIONISTI: i Concorsi di progettazione e la semplificazione degli elaborati richiesti

I Concorsi di progettazione e la semplificazione degli elaborati. Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori chiede di modificare le regole dei concorsi di progettazione, affinché tutti i partecipanti possano presentare soltanto gli elaborati indispensabili per il confronto delle proposte. Lo sviluppo completo del progetto di fattibilità tecnico-economica dovrebbe essere affidato, invece, esclusivamente al vincitore.
La richiesta del CNAPPC nasce dopo il parere 19/2026 della Funzione consultiva dell’Autorità nazionale anticorruzione. Secondo ANAC, nei concorsi di progettazione articolati in un’unica fase tutti i concorrenti devono presentare un progetto con un livello di approfondimento corrispondente al PFTE.

La posizione dell’ANAC
Il chiarimento dell’Autorità riguarda il caso di un’amministrazione intenzionata a richiedere, durante il concorso, soltanto una parte degli elaborati del PFTE. I documenti sarebbero stati selezionati in modo da permettere alla commissione di valutare le diverse soluzioni, mentre il completamento del progetto sarebbe spettato al vincitore.
Per ANAC, questa impostazione non è compatibile con l’articolo 46, comma 2, del Decreto legislativo 36/2023. La norma prevede che il concorso relativo ai lavori pubblici si svolga generalmente in una sola fase e abbia per oggetto progetti con approfondimento pari al PFTE.
Il concorso, dunque, non avrebbe la sola funzione di individuare il professionista incaricato di sviluppare successivamente il progetto. La procedura sarebbe finalizzata ad acquisire elaborati già completi al livello richiesto dal Codice. Con il pagamento del premio, inoltre, la stazione appaltante acquisisce la proprietà del progetto vincitore.
Richiedere a tutti elaborati omogenei garantirebbe, secondo l’Autorità, la parità di trattamento e un confronto corretto tra le proposte.

I maggiori oneri per i professionisti
Il problema deriva anche dalla riforma dei livelli della progettazione pubblica. Il precedente Codice prevedeva tre livelli, mentre il Decreto legislativo 36/2023 ne contempla due: PFTE e progetto esecutivo. Di conseguenza, il nuovo progetto di fattibilità presenta contenuti più ampi e un grado di dettaglio superiore.
Il PFTE può includere relazioni tecniche e specialistiche, indagini, rilievi, elaborati grafici, computo estimativo, quadro economico, cronoprogramma e relazione di sostenibilità. Produrre tutta questa documentazione richiede risorse economiche, competenze e tempi considerevoli.
Secondo il CNAPPC, imporre tale lavoro a ogni partecipante, senza alcuna certezza di ottenere l’incarico, rischia di scoraggiare soprattutto gli studi più piccoli e i giovani professionisti. Ne deriverebbero una partecipazione ridotta e una minore varietà delle proposte, in contrasto con la funzione del concorso quale strumento per promuovere la qualità architettonica.

La soluzione proposta dal CNAPPC
Il Codice consente già di organizzare il concorso in due fasi, purché la scelta sia motivata. Nella prima vengono valutate le proposte ideative; nella seconda i candidati selezionati sviluppano il PFTE. Anche in questo caso, però, l’onere resta a carico di tutti gli ammessi alla fase finale e non soltanto del vincitore.
Per superare il problema, il presidente del CNAPPC Alessandro Panci propone una modifica legislativa dell’articolo 46. Durante la competizione dovrebbero essere richiesti esclusivamente i documenti necessari a descrivere gli elementi essenziali delle soluzioni e a consentirne la comparazione. Il vincitore dovrebbe poi completare il PFTE entro i termini indicati nel bando.
Il CNAPPC sottolinea che il parere dell’ANAC rappresenta un’applicazione letterale della normativa vigente. Per introdurre una disciplina più flessibile, quindi, non sarebbe sufficiente una diversa interpretazione amministrativa: servirebbe un intervento del legislatore.

Verifica dopo la scelta del vincitore
ANAC ha chiarito infine che la verifica del PFTE può avvenire dopo la proclamazione del vincitore, poiché la stazione appaltante acquisisce il progetto soltanto al termine del concorso.
Eventuali rilievi non comportano automaticamente l’annullamento della procedura. Il progettista può fornire chiarimenti e controdeduzioni, partecipando al confronto con il verificatore prima della validazione definitiva. La proposta del CNAPPC punta così a conciliare qualità progettuale, correttezza della valutazione e più ampia partecipazione professionale.

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