
Con l’arrivo delle prime giornate fredde torna ogni anno la stessa domanda: quando si possono accendere i riscaldamenti? Anche per la stagione 2026-2027 non esiste una data valida per tutta Italia. Il calendario dipende infatti dalla zona climatica a cui appartiene il Comune e stabilisce sia il periodo nel quale gli impianti possono funzionare sia il numero massimo di ore giornaliere.
Le regole nazionali prevedono un calendario articolato in sei fasce, dalla zona A alla zona F. Si parte dal 15 ottobre nelle località della zona E, mentre nelle zone A e B l’accensione ordinaria è fissata al 1° dicembre. Per la zona F, invece, non sono previsti limiti nazionali né sul periodo di funzionamento né sulla durata giornaliera.
Riscaldamento 2026: il calendario delle accensioni
Le date previste dalla normativa nazionale sono le seguenti:
Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore al giorno.
Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore al giorno.
Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore al giorno.
Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore al giorno.
Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno.
Zona F: nessun limite nazionale sul periodo e sulle ore giornaliere.
Nelle zone dalla A alla E, le ore disponibili possono essere distribuite nell’arco della giornata, normalmente tra le 5.00 e le 23.00. Il limite, quindi, non indica necessariamente un’unica fascia continua di accensione, ma il numero complessivo di ore giornaliere consentite.
Da cosa dipende la zona climatica
La classificazione dei Comuni non è basata semplicemente sulla posizione geografica o sulla Regione di appartenenza. Le zone climatiche sono determinate attraverso i gradi-giorno, un parametro che tiene conto delle condizioni climatiche della località e del fabbisogno teorico di riscaldamento.
Per questo motivo anche Comuni vicini possono appartenere a zone differenti. Per sapere quale calendario si applica alla propria abitazione è quindi necessario verificare la classificazione specifica del Comune.
Milano, Torino e Bologna: riscaldamento dal 15 ottobre
Il 15 ottobre è la prima data prevista dal calendario nazionale e riguarda i Comuni della zona E. Tra i principali capoluoghi appartenenti a questa fascia figurano Milano, Torino e Bologna.
Qui gli impianti possono funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno, salvo eventuali provvedimenti locali.
Roma: termosifoni dal 1° novembre
A Roma, appartenente alla zona climatica D, la stagione ordinaria del riscaldamento comincia invece il 1° novembre e termina il 15 aprile.
Il limite massimo è di 12 ore al giorno, che possono essere distribuite in più momenti nell’arco della giornata.
Napoli, Bari e Lecce: si parte il 15 novembre
Per i Comuni della zona C, tra cui rientrano Napoli, Bari e Lecce, l’accensione ordinaria è prevista dal 15 novembre al 31 marzo.
Il funzionamento degli impianti è consentito per un massimo di 10 ore giornaliere.
Si può accendere prima della data prevista?
In presenza di condizioni climatiche che ne giustifichino l’utilizzo, la normativa consente l’accensione degli impianti anche al di fuori del periodo ordinario. In questi casi, però, il funzionamento giornaliero non può superare la metà del limite previsto normalmente per la zona climatica.
In zona E, ad esempio, il limite ordinario di 14 ore si riduce quindi a 7 ore.
Va inoltre considerato che i Comuni possono adottare specifici provvedimenti locali in presenza di particolari condizioni climatiche. Prima di accendere i termosifoni è quindi sempre opportuno verificare eventuali ordinanze comunali.
Riscaldamento autonomo e centralizzato
Il calendario delle zone climatiche riguarda gli impianti termici in generale e non soltanto quelli centralizzati. Avere un impianto autonomo non significa quindi poter ignorare automaticamente le date e i limiti previsti dalla normativa.
Nel riscaldamento centralizzato, invece, la gestione è affidata al condominio. Presso l’impianto deve essere indicato il periodo di esercizio e l’orario giornaliero stabilito.
Infine, le regole riguardano anche la temperatura degli ambienti: per gli edifici a uso civile il riferimento è generalmente 20 °C, con una tolleranza di 2 °C.
Per sapere quando accendere effettivamente il riscaldamento nel proprio Comune nel 2026-2027, quindi, bisogna incrociare zona climatica, calendario nazionale ed eventuali ordinanze locali.
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