IL BONUS RISTRUTTURAZIONI BAGNO: ci sarà anche nel 2026

Il bonus ristrutturazione bagno 2026 rappresenta una delle principali agevolazioni fiscali dedicate a chi desidera migliorare o rinnovare il proprio bagno. Questa misura rientra nel più ampio Bonus Ristrutturazioni, previsto dall’articolo 16-bis del TUIR, e consente di recuperare una parte significativa delle spese sostenute per interventi di rinnovamento.
Per tutto il 2026, la detrazione fiscale prevista è pari al 50% delle spese sostenute per le abitazioni principali, mentre per le seconde case l’aliquota scende al 36%. A partire dal 2027, la percentuale subirà una riduzione: la detrazione passerà al 36% per le prime case e al 30% per le seconde case. Il limite massimo di spesa su cui calcolare l’agevolazione è fissato a 96.000 euro per ogni intervento, e la detrazione viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.
Non tutti i lavori nel bagno, però, permettono di accedere al bonus. La normativa stabilisce che siano detraibili esclusivamente gli interventi classificati come manutenzione straordinaria. Questo significa che i lavori devono comportare un miglioramento strutturale o funzionale dell’ambiente, e non una semplice sostituzione estetica.
Tra gli interventi principali che rientrano nell’agevolazione troviamo il rifacimento dell’impianto idrico-sanitario, che comprende la sostituzione delle vecchie tubature, il rinnovamento dei sistemi di adduzione e scarico dell’acqua e l’installazione di nuovi impianti conformi alle normative vigenti. Questo tipo di intervento consente di migliorare sia la sicurezza sia l’efficienza dell’intero bagno.
Anche il rifacimento delle superfici, come piastrelle e rivestimenti, può essere detraibile, ma solo se inserito in un progetto più ampio di ristrutturazione che coinvolga anche gli impianti. La semplice sostituzione delle piastrelle, infatti, non è sufficiente per accedere all’incentivo.
Rientrano nel bonus anche gli interventi che prevedono la realizzazione di un nuovo bagno o la modifica della disposizione di quello esistente, ad esempio spostando sanitari e impianti. Inoltre, sono incentivati i lavori finalizzati alla rimozione delle barriere architettoniche, come l’installazione di sanitari accessibili, maniglioni di sicurezza o la modifica degli spazi per facilitare l’accesso alle persone con mobilità ridotta.
Oltre ai lavori veri e propri, è possibile portare in detrazione anche alcune spese accessorie, tra cui la progettazione tecnica, la redazione di pratiche edilizie come la CILA, l’acquisto dei materiali e i costi di manodopera.
Per ottenere il bonus è fondamentale rispettare alcune regole precise. Tutte le spese devono essere pagate tramite bonifico parlante, che consente di tracciare il pagamento e deve contenere la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori. Inoltre, è necessario conservare fatture, ricevute e documentazione edilizia, da presentare in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Infine, la detrazione viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi, con un rimborso distribuito nell’arco di dieci anni a partire dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa. Questo incentivo rappresenta quindi un’opportunità concreta per migliorare la propria abitazione riducendo significativamente il costo dei lavori.

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